Canestri e schiacciate da tutto il mondo

Sarà la volta buona? Da fan di Allen Iverson , lo spero. Il numero tre più famoso dell'intera NBA ha cambiato squadra da pochi giorni, come molti sapranno: addio Denver, nasce una nuova era a Detroit in seguito ad una trade che ha coinvolto anche Billups e McDyess e, di fatto, non si capisce ancora a chi abbia fatto davvero comodo. L'istinto direbbe Pistons, che ora hanno una freccia offensiva in più al proprio arco e possono dare un po' di pepe ad un gruppo forte fisicamente ed esperto ma incapace, negli ultimi anni, di dare le fiammate decisive nella corsa verso il titolo. La logica, però, dice Nuggets : il duopolio Iverson - Anthony ha fallito miseramente, il buon "Melo" ha bisogno di un playmaker capace di guidare la squadra da vero regista e Chauncey Billups meglio si adatta a questo utilizzo. Su Mc Dyess lasciamo invece perdere: è a Denver di malavoglia, solo per i soldi e non è dato sapere quanto ci rimarrà. Poco, presumo, se è vero che voleva addirittura smettere quando gli è stato annunciato lo scambio...
Veniamo al soggetto principale del nostro discorso, però, ossia "The Answer": Allen Iverson. Chi non si è mai innamorato del suo cross over (capitolo a parte i capelli: in quanti hanno imitato le sue treccine...), di quell'andatura quasi zoppa dalla quale misteriosamente riusciva sempre ad estrarre il coniglio dal cilindro? Un basket poetico il suo, ma anche redditizio: lo dicono i numeri. Era ed è ad ogni modo un "sexy player", come dicono in America: ha fatto impazzire tutti a cavallo del nuovo millennio, specie le difese avversarie, e Phila è arrivata in finale NBA nel lontano 2000 solo grazie a lui o quasi. Uno straordinario one man show ma, secondo alcuni, né un vero playmaker né un uomo squadra nel vero senso della parola.
Chi avrà ragione? Io continuo ad amarlo alla follia, perché credo che l'istinto - specie nel basket - sia più forte della ragione. E lui di istinto ne ha messo tanto nella sua vita, anche lontano dal parquet . Ora, però, è forse arrivato il tempo della maturazione pure per lui, se vuole davvero vincere qualcosa di importante. In una parola, l'Anello. Detroit ha le carte per farcela, ora sta a lui guidarla: di certo, in Italia, da oggi i Pistons hanno qualche tifoso in più e io mi accodo alla lista. Voi da che parte state?
Chi ama il basket non può non ammirare Iverson ( penso sempre a the answer come colui che osò sfidare Michel Jordan... ) . Personalmente credo che c'è un ottimo nucleo a Detroit e Iverson è un arma(e che arma) in più per puntare al titolo . Se il coach di detroit riesce a creare gioco di squadra e buona circolazione di palla con Iverson in campo , beh la finale (di conference) è d'obbligo. Si perchè ora come ora per talento, panchina e nucleo di squadra sono i Boston la squadra più forte. E' vero che ripetersi in Nba è difficile ,ma è anche molto probabile che sia iniziata una nuova dinastia . Complimenti , il tuo blog mi piace tantissimo ciao
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alle 14:15
Luca Bertelli
Grazie dei complimenti, ti attendo ancora a commentare su questi blog tanto l'NBA quanto il basket italiano. Condivido il pronostico ad est: Boston-Detroit pare la finale designata, Lebron permettendo. Iverson lo stimo da sempre, fu miracolosa la finale raggiunta da Phila con una squadra senza talento tranne lui. Forse a Detroit potrebbe trovare la dimensione ideale, anche se pure portare Billups a Denver è stata una bella idea. Insomma, potrebbero guadagnarci tutti...ciao