Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Sino a qualche mese fa, Lebron James era il padrone della NBA. Adesso non più. E la sconfitta contro Orlando nella finale della Eastern Conference c'entra sino a un certo punto: è l'uomo Lebron che si è mostrato debole dopo quella sconfitta, con una serie di atteggiamenti che sono piaciuti pochissimo al grande pubblico.
In primis il silenzio alla stampa dopo il ko nei playoff, poi le tshirt sfoggiate nei giorni successivi con le scritte: "Io sono l'MVP" e "Controlla le mie statistiche". Cose poco signorili, non da campioni veri. Michael Jordan, di cui potrebbe essere l'erede, non le avrebbe mai fatte.
Infine l'episodio rivelato stamattina su 'La Gazzetta dello Sport' dall'amico Davide Chinellato con cui ho lavorato ad Epolis. Durante una partitella al Lebron James Stills Academy, organizzato per 80 ragazzi di high school e college dal campione NBA insieme alla Nike per il quinto anno consecutivo, un tale di nome Jordan Crawford gli ha letteralmente schiacciato in testa.
E Lebron non ha gradito, ordinando ai suoi uomini di sequestrare le immagini del video che risulta quindi irreperibile...
Una mancanza di stile non da poco per la stella dei Cavs, anche una mancanza di rispetto nei confronti di Crawford che ha così commentato l'episodio di cui è stato protagonista: "Non è un problema per me se questo video non si potrà vedere, anche se vorrei che la mia famiglia potesse ammirarlo. Non credo pensase che io volessi schiacciare, perché è saltato un po' in ritardo. Ma dopo che l'ho fatto James non ha avuto alcuna reazione: ha semplicemente continuato a giocare. Per me è stato davvero eccitante trovarmelo di fronte". Crawford ha raccontato di aver realizzato l'importanza della schiacciata (a due mani, approfittando di un passo lento di James, raccontano i testimoni) solo dopo la reazione scomposta degli atleti delle high school che stavano assistendo al match.
Risultato di questa "brillante idea" per Lebron? Un calo d'immagine incredibile: ormai, nei vari blog made in Usa, James è deriso da tutti e la sua popolarità è drasticamente in discesa.
Un segnale chiaro: per essere campioni veri, non basta dimostrarsi tali sul campo. Bisogna essere grandi nella vita e l'autoironia è da sempre una carta vincente per qualsiasi uomo...vincente. Impara Lebron, impara: in fondo sei ancora giovane...
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alle 15:11
Simone
Mi è sempre stato sulle balle james, con quel carattere strafottente! Ben gli sta!