Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Marco Belinelli, Andrea Bargnani e Danilo Gallinari contemporaneamente in Italia. Purtroppo non per vestire la maglia della Nazionale, dato che il nostro cammino nell'Additional Round è già finito e il Gallo non ha potuto nemmeno parteciparvi a causa dei noti problemi alla schiena. I tre si sono così dovuti ritrovare negli studi di Sky, a Cologno Monzese, per girare un video promozionale nel quale figurano con le loro maglie NBA.
Marco Belinelli l'ha indossata di fatto per la prima volta, sebbene avesse già comunicato di aver scelto il numero zero per "ricominciare da capo". Ai microfoni di Sky Sport24, però, si è lasciato andare a dichiarazioni importanti e non banali sul suo futuro a Toronto e sull'esperienza negativa con la maglia della Nazionale quest'estate...
Partiamo dai Raptors e dalla scelta di cambiare pagina dopo due anni ai Warriors: "Don Nelson non era un allenatore molto normale - ha scherzato (?) il bolognese - in Canada troverò invece una dimensione molto europea: non solo l'amicizia con Andrea che ha influito sulla scelta, ma anche Maurizio Gherardini come gm, il preparatore atletico Cuzzolin e giocatori che conosco come Calderon e Turkoglu. Volevo andare lì e sono stato accontentato: adesso voglio i playoff con il mio nuovo club e, toccando ferro, penso di avere buone chances di entrare già nel quintetto titolare".
Ecco invece le confessioni sulla Nazionale: "Una brutta esperienza, la voglio già dimenticare. La squadra era giovane e assicuro che ci trovavamo bene tra di noi, poi in campo è stata un'altra cosa. La Francia è forte, più forte di noi: la prima partita può avere inciso sul morale, eravamo avanti e dovevamo vincere. I colpevoli siamo noi? Sì, senz'altro siamo i principali colpevoli ma le colpe sono da dividere con tutto lo staff: l'organizzazione delle squadre NBA è davvero un'altra cosa, anche in questo aspetto si può migliorare nel futuro...".
Un futuro che tuttavia vede radioso sino a un certo punto per il movimento italiano: "Altri azzurri in NBA? Non ne vedo tanti: ci sono Gigli, Mancinelli, Aradori, Datome ottimi giocatori ma se non c'è andato Hackett che è più giovane di loro...".
Infine la chiusura dipolomatica sulle chance di Pianigiani come tecnico dell'Italia: "Un allenatore che ammiro, mi piacerebbe essere allenato da lui non essendoci mai incrociati nel club in Italia. Però mi trovo bene anche con Recalcati, il ct è ancora lui e gli va portato rispetto".
Meno diplomatico invece il giudizio su Rubio: "Vuole rimanere in Europa al Barcellona? Secondo me è solo perchè doveva andare a Minnesota: se fosse stato scelto da New York o Miami sarebbe scappato volentieri dalla Spagna. E poi i Timberwolves avevano già tre play nel roster, si sarebbe dovuto guadagnare il posto con tanto sudore...".
Domani le interviste a Gallinari e Bargnani: sabato, infine, qualche chicca regalata dai tre sul derby di Milano e sulla loro vita fuori dall'Italia...
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