La storia di Paolo Crespi, tra un tumore a 14 anni e l'amore per il basket: in libreria "Vado a farmi la chemio e torno"
Pubblicato da Luca Bertelli alle 10:00 in Personaggi, Storie
Paolo Crespi ha avuto la forza e il coraggio di mettere in un libro (il titolo è esemplificativo della sua gioia di vivere, così come il sorriso: "Vado a farmi la chemio e torno") la sua storia di ragazzo colpito da un tumore a soli 14 anni. Ne sta uscendo, ci sta provando, grazie alla forza del suo sorriso e all'amore per il basket che ricorre spesso tra le pagine di una storia tutta da vivere. Perchè godibile e vera.
Il preambolo: Paolo ha appena finito la seconda media quando, nell'estate del 2008, mentre è in campeggio con gli amici, si accorge che qualcosa non va, il suo ginocchio sinistro è gonfio. Una volta a casa gli esami lo mettono di fronte all'ultima cosa che si sarebbe aspettato: ha un osteosarcoma... Cento casi all'anno in Italia: "Ma proprio a me?" Da quel momento cambia tutto: niente basket, niente computer (perché in ospedale non ci si può connettere), niente uscite con gli amici. Paolo capisce di dover mettere in campo una risorsa che non gli manca: un po' di sfrontatezza; il coraggio di affrontare la "sfiga" tra impegni e distrazioni...
Infatti, giorno dopo giorno, le sue parole semplici "postate" in un blog dal letto dell´ospedale (http://ilpaolino.blog.tiscali.it) hanno stimolato il balsamico tifo di chi gli stava vicino, anche su internet. Tifo? Sì, perché lo sport è la chiave di lettura di questa gimkana tra la scuola a Venegono, l´ospedale di Tradate e l'Istituto Tumori di via Venezian, dalla cui stanza egli vede la Madunina. Durante i cicli di chemio (14 come i suoi anni) vince i vomiti immaginando di «conquistare la medaglia d'oro alle Olimpiadi del catino» e quando al Gaetano Pini gli ricostruiscono il ginocchio "al titanio" la carrozzina è per lui una fiammante monovolume: alla sua guida, diventa Titan Paul. E il basket resta la sua passione: uno dei regali più belli, alla fine del calvario, sarà essere festeggiato dal suo idolo Jack Galanda della Cimberio Varese.
Paolo rientra così in classe dopo mesi di lezioni a domicilio, torna sui campi di basket a tifare per la sua squadra, esce coi compagni per una pizza. L'antidoto più potente, però, è la sua incredibile volontà di non lasciarsi sopraffare dalla malattia e non rinunciare mai ai propri sogni.
Il mio sogno è quello di raccontare un giorno le sue gesta cestistiche, su questo blog o altrove. Forza Paolo! E grazie...







1. Nick, Martedì 22 Settembre 2009 ore 11:48
Bellissima storia...grazie Luca per avrcela raccontata ma soprattutto grazie Paolo..
2. Achille Meneghin, Sabato 7 Novembre 2009 ore 19:18
Oggi ho visto l'intervista su rai3, e sono rimasto affascinato da Paolo, io ho 60 anni e fino a 57 non avevo mai visto un dottore, improvvisamente sento male allo stomaco, avevo un tumore maligno, sono stato operato, ed ho avuto 2 recidive, l'ultima Kemio l'ho finita ad Agosto 2009. Devo dire che io nel mio piccolo sono andato a suonare (in sfilata ed altro) con la pompa di infusione della kemio attaccata, ed ora per fortuna stò bene e continuo a suonare. Sei un grande ti auguro le migliori cose.
3. Grazia mamma di Alessandro, Martedì 10 Novembre 2009 ore 11:07
Grande Paolo, sono la mamma di un piccolino di 2 anni che ha finito, la settimana scorsa, di mettere scompiglio tra i corridoi del lo stesso reparto di pediatria dove sei stato tu. Senza conoscerti abbiamo affrontato la malattia con il tuo stesso spirito... il divertimento.ciao .
4. Pr., Giovedì 12 Novembre 2009 ore 23:40
Sono il papà di Paolo!
Ringrazio per l' che mostrate per il mio Paolo. Fa molto piacere frugare su internet e tovare nuovi pos, nuovi blog che hanno riportato la nosta "avventura ... disavventura.
Grazie!
5. martina, Lunedì 7 Dicembre 2009 ore 13:06
ciaooo paolo... sn una ragazza di 13 anni ti volevo dire ke la tua storia mi ha fatto riflettere... il mio pensiero è ke bisogna lottare se ci tieni alla vita... PAOLO 6 FORTISSIMOOO
6. rina Crimella , Giovedì 7 Gennaio 2010 ore 21:34
ho finito ora di leggere il tuo strordinario diario,sei stato supportato da due spendidi genitori,e da una forza d'animo
immensa..Ciao Rina una nonna
7. LORENZO, Sabato 16 Gennaio 2010 ore 11:46
CIAO PAOLO LEGGENDO LA TUA STORIA MI SON RIVISTO IN TE LA MIA STORIA E UGUALE ALLA TUA LA MIA SI TRATA DI TUMORE ALLA PROSTATA ANCHE SE NO FUNZIONA PIù QUALCOSA NON A IMPORTANZA IMPORTANTE AVERCELA FATA ANCHE SE SIE SEMPRE SOTO ESAMI PAZIENZA CE UNA COSA DI DIVERSO FRA ME E TE
TU SEI MOLTO FORTE ANCHE SE IO SON MOLTO PIù GRANDE DI TE NON SONO FORTE LE PERSONE FORTE SONO QUELLI CHE C STANNO ATTORNO E CHETI AITONO SEMPRE NEI MOMENTIPIù BRUTTI CIAO E GRAZIE DI TUTTO SPERò UN GIORNO DI ESSER FORTE COME TE CIAO