Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Allen Iverson è uno dei giocatori che io - e credo tutta la mia generazione - hanno più amato nella storia di questo sport: non a caso, uno dei primissimi articoli di questo blog (leggi qui) fu dedicato proprio a lui. Purtroppo la scorsa stagione a Detroit era stata un fiasco e Denver fece un affare a cederlo in cambio del sempreverde Chauncey Billups. Lo hanno detto i numeri: Nuggets anti Lakers ad Ovest, Pistons spazzati via 4-0 dai Cavs al primo turno della Eastern senza combattere.
Detto questo, c'è una cosa che non mi piace dello sport americano. Ossia quando alcuni giocatori, palesemente a fine carriera, parlano di "scelte di vita" o "scelte di Dio" per giustificare un trasferimento che stride con il loro passato. E' quanto successo ieri ad Iverson, accasatosi ai derelitti (anche se futuribili) Memphis Grizzlies...
La verità è una sola: nessuno voleva Iverson, tranne Memphis che tuttavia nelle ultime stagioni ha smesso già prima di Natale di credere ai playoff ed è quindi una scelta a dir poco di ripiego.
Allen ha aspettato, sperava in una chiamata di prestigio che non è arrivata. Così, a un mese e mezzo dall'inizio del campionato NBA, ha scelto il male minore: se voleva continuare a giocare, poteva farlo solo lì. Prenderà 3.5 milioni all'anno di stipendio, l'anno scorso ne percepiva 21. Questo basta a spiegare molte cose...
A 34 anni è presto per dichiararlo finito, la mia speranza è che Dio lo guidi ad una stagione da protagonista nella quale rispolveri dal cilindro i bagliori della sua immensa classe...
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alle 15:07
Giovanni
Iverson: grandissimo talento e cuore ancora più grande...ha fatto innamorare tantissimi tifosi ma purtroppo, ad eccezione della stagione 2000, non é mai riuscito a togliersi l'etichetta di perdente e di egoista.
Ha ancora davanti qualche anno ad alto livello(forse, il suo fisico é da sempre un mistero) ma certo chiunque se lo aspettava a fare il supporting cast in una squadra che puntava il titolo, ma evidentemente nessuno ha il coraggio di scommettere sulla sua capacità di adattarsi e di accettare un ruolo da comprimario nonostante il suo talento unico.
Che dire...dispiace, anche se non é ancora detta l'ultima parola.