Avatar è il film del momento. Un fenomeno globale capace di trovare consensi positivi in ogni paese in cui viene proiettato. C'è un giocatore NBA che riesce ad essere ben voluto da ogni compagno di squadra sia egli americano, croato, francese, canadese o altro (i confini dovrebbero sempre avere un peso nullo nel giudicare una persona).
Stiamo parlando di Leandro Barbosa uno dei giocatori più simpatici e benvoluti di tutta la lega; oltre ad essere un tiratore micidiale (bambini non copiate la sua tecnica di tiro! Funziona solo con lui) poche settimane fa con un video amatoriale in cui cantava "All Night Long" di Lionel Richie ha dimostrato di essere pronto per una carriera nel mondo dello spettacolo. Mentre ora ha voluto superarsi, sul volo della propria squadra si è improvvisato un abitante di Pandora e ha generato il suo avatar. Il risultato è da piegarsi dal ridere.
C'è un ex giocatore NBA che in ogni posto dove va genera odio o amore, senza mezze misure. Il suo nome è Stephon Marbury e attualmente gioca in Cina per promuovere il suo brand e grazie al cielo non ha ancora deciso di creare un suo avatar. Però Marbury fu il primo amico che Barbosa trovò in NBA nel 2003, prendendo il brasiliano sotto la sua ala protettrice sia in allenamento che fuori dal campo. Barbosa nel suo anno da rookie parlava un inglese pessimo e cercava di ambientarsi alla realtà NBA e alla cultura americana. Marbury quell'anno era l'uomo franchigia dei Phoenix Suns e una mattina organizzò una sorpresa a Barbosa. Mentre i Suns erano impegnati in una seduta di allenamento, nel parcheggio dell' American West Arena una squadra di meccanici in stile Pimp My Ryde montava dei costosissimi cerchioni da 22 inch sulla macchina di Barbosa (un SUV della Cadillac consigliato dal play newyorkese). I meccanici e i cerchioni erano pagati da Marbury che finiti gli allenamenti corse subito in doccia e aspettò il suo compagno al parcheggio. Quando Barboso vide il regalo si emozionò come un bambino a Natale e Marbury pazzo di gioia non riusciva a smettere di sorridere per il successo della sua sorpresa. Benvenuti in uno spogliatoio NBA, veramente un mondo a parte; altro che Pandora.
alle 16:06
Francesco Casati
Nash MVP