Martedì 9 Febbraio 2010, 12:26 in NBAdi Francesco Casati
I Lakers sono reduci da due vittorie consecutive senza il loro miglior giocatore Kobe Bryant. Sabato sera hanno vinto in trasferta a Portland e ieri notte, in casa di fronte al loro pubblico tiepido, la vittoria è arrivata contro i San Antonio Spurs. Oltre a Bryant mancava pure il centro Andrew Bynum e a rimbalzo Pau Gasol e Lamar Odom sono stati perfetti.Per Phil Jacksoni motivi per sorridere sono tanti, in particolare le prestazione dei suoi Queens Boys, ovvero Odom e Ron Artest. I ragazzi hanno dominato le partite sia in attacco che in difesa, dimostrando che non giocano per le statistiche ma giocano per vincere; infatti la loro media punti non rispecchia affatto il loro potenziale offensivo, semplicemente con Bryant in campo non ha senso forzare tiri. Artest non ha paura di prendere i tiri decisivi e ha le spalle abbastanza larghe per non farsi intimorire da niente e nessuno. Veniamo al capitolo Bryant, è tutta la stagione che gioca con vari acciacchi, anzi con veri e propri infortuni, stiamo parlando di: un dito fratturato, una caviglia girata e la schiena in fiamme. Ha sempre voluto essere in campo, ma venerdì sera si è arreso al dolore. Il difetto principale (e forse il suo più grande pregio) di Bryant è quello di essere troppo competitivo e per questo a volte ha forzato tiri e situazioni per vincere da solo le partite. Oggi questo non è più necessario visto la qualità dei suoi compagni e Bryant dovrebbe capire che può, anzi, deve evitare di giocare infortunato perchè arrivare in forma ai playoff è molto più importante di qualsiasi cosa; anche del fattore campo contro i Cavs. Fino ad oggi il problema è stato convincere Bryant a prendersi un turno di riposo; magari Artest, Odom e Gasol sono riusciti a farlo, senza troppe parole ma giocando un basket di livello altissimo.
alle 17:43
A_G
per quanto e' forte kobe la passa pure troppo, c'e' da dire che quando aveva in squadra smush parker e non gasol effettivamente la passava di meno.
io che ho le mani di chris G. dudley secondo te che dovrei fare?