
Se Maometto non va alla montagna la montagna va a Maometto. Stephon Marbury non è musulmano (anzi è decisamente cristiano) ma ha applicato alla sua linea di abbigliamento questa teoria. Infatti, per promuovere la sua Starbury ha deciso di giocare il resto della stagione nella CBA, lega professionistica cinese. Il compenso è “soltanto” di 100 mila dollari al mese, ma più importante per lui sarà diffondere il suo brand low cost nel primo mercato mondiale.
La Starbury ha avuto un grande successo mediatico e di mercato nel corso del 2006 quando ha letteralmente terrorizzato i grandi brand come Nike, Reebok, Adidas e Puma. Il motivo? Scarpe da basket, e non solo, di buona fattura (sono paragonabili alle And1 a livello di qualità) a 15 dollari. Le grandi aziende di calzatura hanno minacciato le catene di negozi come Foot Locker di togliere le loro scarpe punti vendita, così la Starbury è diventata un'esclusiva della Steve n Barry (catena di abbigliamento a basso costo, pure Sarah Jessica Parker aveva una linea di vestiti con questa distribuzione). Purtroppo la crisi ha colpito duramente e Steve n Barry non è riscita a fare fronte al suo investimento. Svendita totale per ricoprire parzialmente i debiti e bancarotta. Marbury è ancora in attesa di ricevere 2 milioni di dollari che gli spettano. Dopo il fallimento della Steve n Barry la Starbury ha trovato in Amazon il canale di distribuzione on line anche se questo ha ridimensionato molto il progetto; infatti se prima c'era un guadagno ora la Starbury è una piccola realtà che sopravvive grazie al conto in banca di Marbury. Per avere un conto in banca di molti zeri, attività commerciali aperte (anche un salone macchine a Los Angeles) vorremmo ricordare che Marbury avrà pure sprecato il suo talento come diceva De Niro in Bronx, ma a basket saprebbe giocare.
Ieri nel suo debutto cinese ha giocato 28 minuti, realizzato 15 punti e distribuito 8 assist, però la sua squadra ha perso di un punto. Il tiro della vittoria voleva prenderlo proprio Marbury ma raddoppiato ha scaricato la palla a Maurice Taylor, si proprio l'ex Olimpia Milano (il mondo è davvero piccolo). Marbury dalla morte di suo papà, infarto durante una partita dei Knicks nel 2007, ha visto la sua carriera colare a picco e ha deciso di mettere un po' di ordine nella sua vita tramite un analista. Dietro le sue dichiarazioni di quest'estate di voler prendersi un anno lontano dal basket c'è chiaramente la volontà di ritrovare un po' di tranquillità e di cercare nuove sfide. Dopo mesi passati in famiglia a giocare e viziare i figli ora è arrivato il momento dell'avventura cinese. Sperando che la stagione prossima ci sia la possibilità di ritrovalro in NBA a giocare a basket, decisamente meglio che vederlo nelle vesti di imprenditore fenomeno da baraccone.
alle 23:46
rucola
Comunque ho comprato le Starbury a New York e non sono per niente male!