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West Virginia vince la Big East

Francesco Casati avatar Domenica 14 Marzo 2010, 13:33 in NCAA di Francesco Casati
Gli americani hanno il brutto vizio di usare il superlativo assoluto per definire tante, troppe cose. Quindi New York diventa the greatest city in the world e il Madison Square Garden the most famous arena. Chiudiamo un occhio e andiamo alla sostanza: ossia il torneo della Big East. Ieri sera proprio al Garden West Virginia sfidava Georgetown per la vittoria del titolo di conference.

 

Il fatto che New York sia la più grandiosa città del mondo è soggettivo, invece è oggettivo che realizzare due canestri allo scadere per vincere altrettante partite vuol dire avere gli attributi. Per questo De'Sean Butler piace così tanto al suo coach Bob Huggins, un allenatore veramente duro che nella sua carriera è riuscito a mettere in riga teste calde come Ruben Patterson. Butler, a nostro avviso, è stato il miglior giocatore del torneo della Big East e andiamo a rivedere le sue prodezze (Filmato n.1 West Virginia- Cincinnati. Filato n.2 West Virginia- Georgetown).

 

 

 

 

 
Butler è un senior, cioè giocatore all'ultimo anno di college, a giugno sarà una scelta da primo giro al draft NBA. Altro giocatore da tenere d'occhio è il suo compagno Devin Ebanks, ala molto atletica ma con pochissimo tiro. Oltre ai ragazzi di West Virginia la settimana di partite al Garden ha offerto visibilità a: 
  • Greg Monroe, centro mancino di Georgetwon, decisamente educato ma molto soft. Buona visione di gioco ma fatica a segnare vicino a canestro e in più è debole a rimbalzo
  • Wesley Johnson, ala piccola di Syracuse e uno dei migliori prospetti della nazione. Ha tutto quel che serve: tecnica, fisico e gioca sempre sotto controllo
  • Lance Stephenson, il ragazzo prodigio di Brooklyn durante la stagione ha deluso tantissimo ma nel torneo è riuscito a piazzare un'ottima partita proprio contro West Virginia. Resta un'ala piccola nel corpo di una guardia leggera. Inoltre è poco atletico e tira male da fuori; il suo pregio migliore è il modo in cui passa la palla. Resterà al college almeno un altro anno. Delusione.
  • Luke Harangody, ala molto tecnica di Notre Dame. Giocatore con tanto fosforo ma senza mezzi fisici. Ottimo attaccante, uno dei migliori giocatori di college basket nel selezionare le proprie conclusioni. Il fatto che sia lento e poco atletico rende il suo stile di gioco ancora più apprezzabile. 
Il torneo NCAA viene anche chiamato March Madness, e questo pazzo pazzo torneo della Big East è stato un antipasto succoso.
4
4 commenti
4
16 Mar 2010
alle 23:08

Francesco Casati

Luke è un grande per questo livello, sia chiaro. Pensavo si capisse bene dal commento; però non è un atleta! Anche Salmons, Scola, Green non sono giocatori atletici ma molto intriganti. Però il deficit con un Cousins è elevato. Un pò come Hansbrough e Griffin l'anno scorso in cui la differenza fisica era evidente, quella statistica meno. Detto questo Luke non fa statistiche perchè gioca per farle, ma le fa perchè è bravo. 

3
16 Mar 2010
alle 14:24

chase79

Ad Appel: non bisogna confondere produttività al college (livello molto basso rispetto ai ruggenti anni '90) con mezzi fisici o talento per il gioco.Harangody è un overachiever uno cioè che produce più di quello che i mezzi gli consentirebbero.

Mi ricorda tantissimo Hansbrough (anche come taglia fisica e statistiche) autentica pippa bianca e scelta sprecata dai Pacers 

 PS: io le partite di college le ho viste tutte

2
16 Mar 2010
alle 09:37

Appel

Harangody "senza mezzi fisici"?

6' 8" scarsi, pesa piu' di 110 kg, piglia 10 rimbalzi di media

E sarebbe senza mezzi fisici

 Per favore, guardare le partite prima di emettere giudizi

 

1
15 Mar 2010
alle 14:15

jig

spettacolo

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