
Grazie al profilo di
Stefano Folcia, proviamo a conoscere meglio il nuovo acquisto dell'Armani Jeans,
Nicolò Melli:
Figlio della pallavolista Julie Jo Vollertsen, medaglia d'argento ai Giochi olimpici di Los Angeles 1984 con gli Stati Uniti , Nicolò Melli ha sempre avuto lo sport nel sangue. Ma visto che non stiamo parlando né di notai, né di calciatori, il pargolo ha scelto di intraprendere una strada diversa da quella del genitore più affermato, seguendo invece le orme del padre Leopoldo che in effetti a basket ci giocava, ma a livello di B e C a Reggio Emilia.
Una sorta di Oreste moderno insomma, che rivendica la dignità del padre “schiacciato” dalla maggior classe agonistica della madre. “ Il volley è una specialità un po’ monotona. La pallacanestro è più maschia, anche se un poco rude. Ma è qui che sta il bello di questo sport. Fa parte del mio carattere. Non a caso, dopo aver visto una gara di Nba, ho detto di preferire una sfida di Eurolega. Là negli Stati Uniti non si avverte il calore, la passione del pubblico. Giocare invece davanti a 4.000 persone è fantastico”. Cosi' disse Nicolò 4 anni or sono, e c'è da chiedersi se la sua opinione sul basket a stelle e strisce in questi anni sia o meno cambiata. In un'epoca in cui l'anticonformismo è diventato conformismo, a prescindere da ciò che si dice e si pensa, queste parole possono apparire figlie di un crudo cinismo giovanile, di quell'età cioè in cui detronizzare i valori assoluti e le gerarchie consolidate è sintomo di coraggio e sfrontatezza.
Oggi Melli è un ragazzo decisamente più maturo ( anche nel fisico) che , finito il liceo, può tirare le somme di una piccola parte della propria vita, scindendo la parte sportiva da quella in borghese. Se i suoi progetti scolastici sono indissolubilmente legati alla professione genitoriale (il padre è avvocato e Nicolò pare intenzionato ad iscriversi a Giurisprudenza in Cattolica), quelli sportivi parlano di una firma in calce niente meno che con l'Armani jeans Milano, sicuramente una delle maggiori squadre nel poverissimo panorama italiano. L'intento è quello di seguire i passi di un certo Danilo Gallinari, che proprio a Milano trovò la sua consacrazione, affermandosi poi nel panorama cestistico americano. E proprio il Gallo è il suo punto di riferimento e, tra gli italiani in NBA, il giocatore cui si accosta maggiormente “per caratteristiche tecniche fisiche, ma anche per storia personale e approccio fuori dal campo” .
CARATTTERISTICHE TECNICHE
Classe 1991, 205 centimetri per 105 chili, ha iniziato nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana, Nella stagione 2007-2008 coach Marcelletti lo catapulta in campo a 16 anni, anno in cui gioca più di 10’ a partita con 3.4 punti, 2.9 rimbalzi e il 47% da due. La stagione successiva resta a in Emilia, ma si infortuna al ginocchio giocando solamente 13 partite, nelle quali realizza 9 punti di media con oltre 5 rimbalzi. Nell’ultima stagione a Reggio, Melli riesce a trovare finalmente continuità: parte in quintetto 26 partite su 27 disputate, e mette a referto 10.7 punti con il 53% al tiro. Ala forte completa, forse gli manca un po' di cattiveria, come molti europei della sua età (e anche piu' grandi), che gli permetta di variare il proprio gioco attaccando spalle a canestro. Le sue peculiarità ne fanno un giocatore meno d'area e piu' perimetrale e non ci sarà da stupirsi se nel corso degli anni si allontanerà gradatamente da canestro diventando, come lui afferma, un'ottima ala piccola : "Sinceramente mi vedo più ala piccola, pero' per arrivare a quello devo lavorare tanto, soprattutto in difesa sui giocatori più bassi. Però è anche vero che il giocare ala forte ora mi da la possibilità di poter avere una doppia dimensione sia da interno sia, in futuro, da esterno."
LA SCELTA
La firma è per 4 anni, molto ponderata, perché le offerte non mancavano (si era fatta sotto anche Siena, e Reggio Emilia era intenzionata a firmarlo ancora per un anno) e la sicurezza di un minutaggio adeguato sia in Italia che in Eurolega doveva essere chiara fin da subito. E' proprio su questo punto che l'ipotesi Siena è tramontata, in quanto l'intenzione della Mens Sana sarebbe stata quella di acquisirlo per poi girarlo immediatamente in prestito. «Non ho scelto Milano con l’idea di passarci e basta, l’ho scelto perché credo in quel che mi è stato detto e nel progetto che c’è dietro. Penso ci sia la possibilità di togliersi delle soddisfazioni. L'Eurolega è una gran bella sfida, uno stimolo. Ho già giocato contro grandi campioni, ma affrontare questa competizione europea credo sia decisamente un bel salto che spero di compiere nel migliore dei modi. Di sicuro non vado a Milano perché è la strada più breve per andare in Nba. E’ un punto d’arrivo, in un certo senso, anche se non bisogna mai accontentarsi».
Il ragazzo
tifoso dei Lakers, di Magic e Kobe sta per entrare in una dimensione sportiva onirica, quella zona d'ombra che ogni giocatore ambizioso prova sempre ad illuminare.
staephano86@hotmail.it
Noi di BasketCase ci sentiamo di aggiungere che questo ragazzo rappresenta il futuro del nostro basket. A condizione che il suo gioco diventi più fisico ed aggressivo. Per farlo c'è solo un metodo: lavoro e sudore. In bocca al lupo Nicolò
alle 17:17
Rondella
E bravo Folcia!