Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Per analizzare le prestazioni dei giocatori italiani bisogna, prima di tutto, dimenticarsi del loro passaporto per parlarne come semplici giocatori NBA, perché questo sono! Danilo Gallinari sta attraversando un momento particolare con i New York Knicks, non propriamente una corazzata. La squadra è inguardabile e lui sembra affondare insieme al Titanic. Visto che, a differenza di altri media italiani, non abbiamo l'obbligo di parlare bene per forza dei giocatori italiani, proveremo ad analizzare il momento evitando commenti del tipo: "Non basta un Gallinari pettinato molto bene a salvare i Knicks" o "Bargnani sfortunato, Reggie Evans gli ruba tutti i rimbalzi".
Torniamo nella Grande Mela. Non abbiamo ancora aperto il box score di Knicks- Rockets di questa notte ma la partita l'abbiamo vista bene. I Knicks sono la stessa squadra degli ultimi anni: senza identità, privi di gioco e di attributi. Ma con una differenza: quest'anno non c'è più la scusa del liberare spazio salariale, ma si dovrebbe giocare per tornare ai playoff. I giocatori sono stati scelti da dirigenza e allenatore, ma dire a Raymond Felton di fare Steve Nash è utopico. Mike D'Antoni, che è al comando di questo Titanic, è fermo da anni sulle sue idee, il suo concetto di basket non riesce ad evolversi e ha quel dono raro di far sentire metà squadra come dei pesi che getterebbe volentieri in mare. Inoltre il suo orgoglio gli impedisce di ammettere che almeno l'80% del suo sistema era legato all'avere Nash in squadra. Per ulteriori conferme citofonare a casa di Alvin Gentry, a Phoenix! Un sistema si crea in base ai giocatori a disposizione, non il contrario. Ai Suns questo basket funziona, a New York no! In questa pallacanestro frizzante, veloce e con tante soluzioni perimetrali Gallinari dovrebbe essere il giocatore totale. In realtà è poco più di un tiratore stanziale che spesso fatica anche a ricevere la palla vista la pessima qualità dell'attacco. Ieri sera contro i Rockets ha provato subito ad essere più aggressivo rinunciando al perimetro, conscio del suo brutto inizio di stagione: troppo soft e condizionato dai tiri da 7 metri. Risultato? Tre ottime azioni attaccando il ferro e poi, poco alla volta, è sparito dalla gara. Non si può schiacciare un pulsante e diventare aggressivi e fisici, è una questione di mentalità e di continuità. Questi Knicks sono nocivi per Gallinari mentre lui per la squadra solo è uno dei tanti tiratori, con la fortuna di essere in campo, a differenza di altri compagni. La sua intelligenza, l'abilità nel condurre un contropiede, la possibilità di giocare un pick n roll e la capacità di penetrare cambiando ritmo (spesso rallentando e non accelerando) sono tutte cose che si vedono sempre meno. Alcune, come la conduzione del pick n roll sono autentiche rarità nonostante i proclami dell'estate che facevano intendere un Gallo protagonista nell'attacco in stile point foward. Inutile nascondersi dietro un dito, Gallinari per rendere al massimo ha bisogno di giocare in una squadra di basket che vada oltre la ricerca del perimetro. Pur non essendo un difensore di prima fascia viene percepito come tale dal suo pubblico visto il livello pessimo della squadra. Gallinari sta perdendo tempo, talento e fiducia in sè stesso. Oggi è un giocatore di grandi prospettive in una fase di involuzione, tocca a lui uscirne. Ieri con Houston ha mostrato il carattere per farlo, ora bisogna trovare la continuità.
sottolineo con piacere ed un solco lungo il viso, che qui è l'unico posto in cui si ironizzava già questa estate sull'ennesima stagione stile kinick ancora prima che cominciasse.
altrove, così come a newyork, si sognava puntualmente sotto l'ombrellone come abitudine.
la verità è che sono una squadra normale allenata da un....non-vincente. tre anni ad aspettare e fare spazio a...a...a...amare...
e dal prossimo anno con i nets a brooklyn non avranno neppura più la scusa/illusione del fascino della grande mela
squadraccia
Giovanni hai centrato il punto
Ma se anche arrivasse 'Melo il buon D'Antoni modificherà un pò gli schemi dei suoi? Io non ne sarei così certo.
E poi dopo lo "spot" offerto dai Knicks al resto del mondo in questo inizio di stagione dubito che Anthony vado nella Grande Mela manco se gli dovessero offrire il posto di Bloomberg :)
A malincuore devo quotare. Non resta che sperare che questi Knicks crescano e facciano vedere qualcosa di più, perchè Gallinari ha davvero tanta roba da mostrare.
In totale disaccordo col fumetto, poichè Melo ai Knicks farebbe decollare il mio Fanta :D
Complimenti per l'articolo.
Tze, tu non l'hai ancora visto un logorroico. :) Un piacere parlare di basket con te!
Esattamente Lorenzo. Ieri notte ha cercato di reagire ma era palesemente fuori sintonia. Però ha provato soluzioni diverse, la strada è quella giusta
Ps dopo l'intervento logorroico: ottima disamina Fra! :)
A inizio anno mi leccavo i baffi vedendo un Danilo molto più veloce di piedi e con un controllo del corpo e dei movimenti migliorato.
Era la partita contro Milano, non un grandissimo banco di prova, ma non ricordavo che riusciva a muoversi così sul campo.
Poi però è iniziata la stagione è BAM! è tornato ad essere un semplice tiratore, per altro con ancora meno attenzioni rispetto allo scorso anno perchè c'è uno Stoudemire dentro l'area ed un Felton che in ogni partita mangia almeno 3-4 cm di diametro al pallone a forza di batterlo sul parquet.
Con questo non voglio fare il solito italiano, però ovviamente mi aspettavo un uso di Gallinari differente, soprattutto visti i progressi. Ora il problema è che anche lui sembra calato in questo ruolo e non sembra convinto nell'uscirne.
Indi per cui la svolta, parlando del giocatore, passa da lui principalmente.
Il fumetto del gallo è un colpo di genio, non mio :D
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alle 12:10
luca
se il Gallo andasse ai magic diventerebbe il nuovo turkoglu e forse anche qualcosa in più, ma rimanendo ai knicks o andando ai nuggets non migliorerebbe affatto la sua posizione