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Gilberto Benetton chiude la "sala giochi"

Francesco Casati avatar Giovedì 17 Febbraio 2011, 13:14 in Basket italiano, Serie A di Francesco Casati

gilberto_benetton.jpgConferenza stampa a Villa Minelli, così ha parlato Gilberto Benetton: "A giugno 2012 abbandoniamo lo sport professionistico, basket e volley.E' una scelta medidata e sofferta. Continuiamo l'impegno sociale con i giovani. Il resto è ormai diventato troppo costoso. E poi ora spendiamo molto ma i risultati sportivi sono calati. Mi sono un po' disamorato e le nuove leve della famiglia non spingono per lo sport, che non ci appartiene più. E buttare i soldi non piace a nessuno".

E ancora: "Confermiamo il rugby e l'attività giovanile e nel sociale. Mi sono un po' disamorato e le nuove leve della famiglia non spingono per lo spor".

Il nostro parere: i soldi sono suoi e ci fa quello che vuole. Benetton si è disamorato del basket e vive ancora dei ricordi degli anni '90; beh, anche noi tifosi della pallacanestro. La lega basket, la FIP e il campionato sono di un livello infimo, se Benetton ha schiacciato il tasto ESC nessuno lo può biasimare. Tabula rasa a Treviso, spiace per i tanti tifosi e appassionati. Però se l'unica realtà professionistica a restare in vita è il rugby, vuol dire che in Italia conta solo il fenomeno mediatico/ moda del momento. Senza nulla togliere al Rugby che è non è un sport minore, anzi; ma che nessuno ha mai calcolato prima del bombardamento mediatico sullo sport nobile e puro. Però non è possibile che Toni Kukoc, Vinny Del Negro, Ricky Pittis ed Henry Williams abbiano rappresentato solo una moda. No, non doveva finire così.

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2 commenti
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18 Feb 2011
alle 01:27

delsa

L'Italia è un Paese che sta morendo.

Questi non sono altro che semplici petali che stanno cadendo da un fiore oramai appassito.

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17 Feb 2011
alle 19:20

Damiano

Diamo ai Benetton quel che è dei Benetton. Loro investivano nel rugby ben prima del bombardamento mediatico (del quale da tifoso di rugby francamente non vedo traccia). Sono stati più i Benetton a causare il bombardamento mediatico che non il contrario. La Celtic League è un signor campionato e un grande evento mediatico.

Piuttosto ho letto che uno dei problemi è la piazza di Treviso («si fatica a riempire il palaverde»). Se così fosse basterebbe andare da un'altra parte dove li aspetterebbero a braccia aperte e impianti di primo livello da riempire. Un nome su tutti: Livorno.

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