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Il coraggio di Brooks e la barba di Harden. Oklahoma City pareggia i conti

Francesco Casati avatar Venerdì 20 Maggio 2011, 13:09 in NBA di Francesco Casati

Immagine di anteprima per Hardenx350.jpg46 e 13. Terno secco sulla ruota di Oklahoma City. Sono i numeri dei giocatori che hanno deciso gara2 tra Thunder e Mavs. Il secondo quintetto, quelli che una volta venivano chiamati panchinari. Nick Collison, Eric Maynor e, soprattutto, James Harden sono stati i grandi protagonisti di una vittoria fondamentale che ribalta il fattore campo. Ottima anche la prova di Daequan Cook, che ha avuto impatto nei suoi pochi minuti in campo.

Harden aveva già giocato grandi partite contro i Grizzlies, Maynor contro i Nuggets e Collison ha fermato Zach Randolph in gara7 il turno precedente; dov'è la novità? La novità tecnica è la facilità con cui i Thunder giocano la "small ball", per chi ha una vita sociale oltre al basket americano e preferiscre parlare in italiano non è altro che un quintetto base fatto da 4 esterni, senza lasciare alcun vantaggio tecnico ai Mavs, che di natura sono portati a correre con tante guardie in campo. In particolare l'altezza di Durant viene usata per marcare Tyson Chandler, giocatore barometro della difesa Mavs ma attaccante limitato (e Durant a sua volta è un difensore medio-basso), e Collison si è preso cura di Dirk Nowitzki; fino a che ha falli da spendere è il suo compito. L'altra grande novità è rappresentata dal coraggio di Scott Brooks di far saltare rotazioni e gerarchie: Russell Westbrook nel quarto periodo non ha alzato il sedere dalla panchina. Dopo aver alternato conclusioni individuali più o (molto) meno oculate, dopo aver realizzato tiri pesanti nel terzo periodo era andato fuori controllo perdendo testa e un paio di palloni. Richiamato in panchina si è calmato poco alla volta e ha potuto esaltarsi nel vedere Maynor usare la testa e il fisico per prendere vantaggio sulla difesa Mavs e sul suo marcatore diretto Barea, che fisicamente non può marcare nessuno e per questo i Mavs spesso giocano una difesa a zona con lui in campo. Durant ha mosso tutta la difesa, ha segnato su azione e poco dalla lunetta (del resto non c'era Crawford a regalare fischi come in gara1, non a caso anche Nowitzki è sceso da 24 liberi tirati a 10). Le attenzioni su Durant sono state sfruttate nel migliore dei modi da Harden, che nonostante sembri un veterano per quella sua barba folta è solamente al secondo anno di NBA. Non solo gli spazi creati da Durant ma anche un isolamento che ha chiuso la partita a due minuti dalla fine, oltre a diversi tiri dalla lunga distanza presi salvando la squadra da una serie di brutti attaccchi. Fondamentale in attacco non è stato da meno in difesa dove è molto fisico e concentrato. Brooks ha avuto coraggio nel tenere in panchina il suo playmaker/point man/ point guard/point scorer, Harden ha avuto gli attributi di chiudere la partita. Questa è una squadra più profonda di quel che sembra, non fatevi ingannare dalla classe di Durant.

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3 commenti
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20 Mag 2011
alle 16:33

GiovanniN

Ho visto la partita e devo dire che l'aggiustamento di Coach Brooks mi ha lasciato senza parole!

Nei playoff si dice sempre che gli aggiustamenti nel corso di una serie sono decisivi...beh, devo dire che Coach Brooks ne ha fornito una prova lampante!

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20 Mag 2011
alle 14:10

Francesco Casati

Fino a quando si vince nessun caso. Westbrook se ha cervello imparerà da questi minuti in panchina, non può giocare costantemente 1 vs il mondo.

1
20 Mag 2011
alle 13:59

A_G

bella sintesi Casati, Harden ha le balle quadrate, ma qui non si rischia lo scoppio di un caso-westbrook?

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