Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Tanto basket nella notte NBA e tanti argomenti interessanti, ma per oggi pensiamo sia giusto salutare Robert "Tractor" Traylor, venuto a mancare poco prima della palla a due tra Miami e Boston.
Articolo di Roberto Gotta, fonte Pianeta America
Forse dobbiamo tutti chiedere scusa, oggi, a Robert Traylor, il 34enne ex giocatore NBA trovato morto ieri nel suo appartamento a Porto Rico, dove giocava dallo scorso anno.
Scuse, perché fin che era in vita ci è servito, spesso, per gomitatine all'amico e battutine e apprezzamenti furbetti, di quelli che si fanno specialmente quando sai che il diretto interessato non li potrà mai ascoltare. Forse, a dirla tutta, Traylor avrebbe capito e si sarebbe fatto una risata pure lui.
Era un uomo di mondo anche se viveva spesso su un pianeta tutto suo. Al liceo era stato eccezionale, omaccione di più di due metri e 145 chili capace però di muovere le gambe, in palleggio, come un giocatore molto più smilzo. Nel 1995 lo avevano votato Mister Basketball dello stato del Michigan, massimo onore per un giocatore di high school, e le sue imprese gli avevano procurato la preziosissima borsa di studio per la University of Michigan, uno dei college più noti e rinomati. Con UM Traylor ebbe una bella carriera e nel 1997 fu anche miglior giocatore del NIT, il secondo torneo universitario, quello riservato alle squadre non partecipanti al torneo NCAA che designa la squadra campione.
Ma i guai di Traylor iniziarono proprio in quel periodo. Un giorno di febbraio del 1996 infatti ebbe un incidente d'auto mentre, assieme ad alcuni compagni di squadra, scarrozzava un ottimo giocatore di liceo, Mateen Cleaves, per convincerlo a scegliere UM e non la rivale Michigan State (che fu invece proprio la destinazione di Cleaves). L'incidente in sé mostrò una situazione illegale: a nessun college era infatti consentito dalle norme NCAA ospitare un liceale a più di 40 chilometri dal campus, e il sinistro avvenne molto più lontano. Aperto il vaso di Pandora, vennero poi fuori altre grane e nel 2002 emerse che parecchi giocatori avevano ricevuto denaro sottobanco da tale Eddie Martin, un "amico di Michigan" coinvolto in storie di scommesse - non relative a UM - e riciclaggio denaro. L'effetto fu tremendo: Michigan dovette cancellare - come se mai fossero state giocate - tutte le stagioni agonistiche in cui i giocatori coinvolti erano scesi in campo, e vennero annullati anche tutti i riconoscimenti individuali (compreso quel trofeo del 1997) ottenuti dagli atleti. Traylor - che non avrebbe più potuto rimettere piede nel campus di UM fino almeno al 2012 (per Chris Webber la data è addirittura 2012) - nel frattempo era andato nella NBA: nel draft del 1998 era stato scelto da Dallas al numero 6 ma immediatamente ceduto ai Milwaukee Bucks in cambio di Pat Garrity e Dirk Nowitzki.
E dalla diversissima carriera di "Tractor" (per la stazza) e del tedesco, oltre che per la stazza di Traylor, nacque poi gran parte del sarcasmo dei sette anni trascorsi dal ragazzone nella NBA, prima di puntate in Turchia, Spagna, Italia e Porto Rico. Gli era difficile controllare il proprio peso: un po' per semplice metabolismo, un po' perché era legatissimo alla nonna, come accade a molti afro-americani cresciuti in famiglie difficili, e la nonna, come tanti residenti a Detroit e dintorni, era parte di quella generazione anni Sessanta e Settanta venuta dal sud per lavorare negli stabilimenti automobilistici e dell'indotto, ma che del sud aveva mantenuto le abitudini culinarie, a base di fritti e manicaretti piuttosto pesanti e ipercalorici. Purtroppo, Traylor era rimasto legato a famiglia e amici anche sul versante sbagliato: nel 2007 infatti partì un processo nel quale fu imputato per avere aiutato un cugino e un di lui amico a riciclare milioni di dollari provenienti dal commercio di droga a Detroit e zone limitrofe.
C'è per questo chi penserà sempre a Tractor come a un mezzo fuorilegge dotato di talento cestistico, e chi lo riterrà invece un ragazzo buono come il pane - e questo pare appurato - e perciò incapace di dire no a chi gli chiedeva favori. Ma adesso, perlomeno, le battute sono finite. Ci è voluta una morte prematura, però. E non va bene.
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alle 18:50
A_G
Grazie per il ricordo, Rest in Peace, Trattore