Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Caro Dirk è tutto vero, hai vinto, sei campione NBA. Un viaggio durato tanto, sicuramente troppo, ma che finalmente ti ripaga di tutti gli sforzi fatti anno dopo anno. I Mavs in queste stagioni hanno cambiato pelle ma tu sei rimasto sempre il faro, hai sempre avuto gli attributi di prenderti i tiri pesanti; a volte sono entrati a volte no, ma hai risposto sempre presente.
Anche ieri sembrava una serata da dimenticare e invece abbiamo già salvato la tua foto con il Larry O'Brien Trophey come sfondo del pc. Al tuo fianco c'è un playmaker che ha inseguito quel trofeo più a lungo di te e in carriera ha perso anche due finali, ma non contro gli improbabili Heat del 2006 come hai fatto tu, ma contro i veri Spurs di Tim Duncan e contro i Lakers di Shaq, c'era anche Kobe in quella squadra e non era nemmeno la prima opzione offensiva. Quel Playmaker si chiama Jason Kidd e ti chiediamo un favore: abbraccialo anche per noi, non sai che senso di giustizia abbiamo provato nel vedervi vincere e zittire "Zouth Beach". Dirk, hai mantenuto sempre un profilo basso e hai fatto parlare solo il basket, e che poesia. Non hai vinto da solo ma l'hai fatto insieme a una serie di Perdenti autentici, proprio come te. Tutti zitti: detrattori, media e anche una parte di addetti ai lavori. Perdente chi? Tu, neanche per sogno. E neanche Tyson Chandler, il centro migliore con cui hai giocato. Per non parlare di Jason Terry, quanti litigi con lui ma per arrivare allo stesso obiettivo; i duri si riconoscono. E poi ci sono Shawn Marion e Peja Stojakovic, il nano di JJ Barea che non doveva nemmeno giocarci in NBA. Dirk, però non dimenticarti del tuo coach, perché Rick Carlisle ha allenato una serie perfetta, capendo i limiti della propria e della squadra avversaria. Ha saputo mischiare le carte in tavola e confondere l'avversario, senza urlare per catturare l'attenzione. Proprio come te ha lavorato duro con la bocca chiusa. Noi non avremmo mai pensato di vederti alzare questo titolo, pensavamo che le delusioni degli ultimi anni fossero un segnale per un cambiamento più profondo. Il vostro momento non era passato, il vostro momento è ora e lo capisci dalla voce di Freddy Mercury che tra poche ore risuonerà forte a Dallas, alla parata per il titolo.
Grazie di tutto Dirk, grazie di cuore Dallas Mavericks
Pregevole...Un pezzo scritto col cuore!
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alle 17:55
Francesco Casati
Grazie Ragazzi