Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Sabato è previsto un nuovo incontro per cercare di trovare l'accordo. Nel frattempo, una parte del sindacato giocatori non condivide le scelte di Fisher e vorrebbe arrivare alla dissoluzione del sindacato.
Cancellate le partite di tutto il mese di novembre, proprietari e giocatori torneranno sabato attorno ad un tavolo per riprendere le trattative sul lockout NBA. Un nuovo incontro con la speranza di trovare il sospirato accordo (o almeno avvicinarsi) e dare il via a questa "monca" stagione 2011/12 del campionato professionistico americano. Non sarà facile e non trapela particolare ottimismo dagli ambienti NBA, anche se ogni confronto potrebbe essere quello decisivo.
Tra l'altro, sembra aprirsi il fronte di una nuova e pericolosa spaccatura, all'interno dell'associazione giocatori. Una parte di essi, infatti, non avrebbe affatto gradito le concessioni fatte dalla coppia Fisher-Hunter ai proprietari, cioè la proposta (non accettata) di arrivare al 52% del BRI, l'ormai famosissima divisione dei ricavi NBA. Si parla addirittura di "decertification", cioè la dissoluzione del sindacato giocatori, che darebbe probabilmente la botta finale a questa stagione.
"Non abbiamo problemi, questa è la realtà", smentisce ogni voce Billy Hunter, il direttore esecutivo del sindacato giocatori, ma questa possibilità rende ancora più difficile il raggiungimento dell'intesa. Infatti, Fisher e lo stesso Hunter non avranno grandi possibilità di trattare con i proprietari ed il commissioner David Stern a livello economico per non rendere la frattura con gli altri giocatori ancora più importante.
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