Canestri e schiacciate da tutto il mondo
Il playmaker di origine taiwanese sta risollevando i New York Knicks ed esaltando l'intera America. Sei vittorie di fila, i 38 punti con i Lakers e la bomba della vittoria a Toronto: tutti pazzi per la Linsanity.
Da sconosciuto ad eroe di New York, in poco più di una settimana. Fino al 4 febbraio scorso, nessuno conosceva Jeremy Lin: un americano di origine taiwanese, proveniente da Harvard (nota per gli studi e non per il basket) che faceva la spola tra l'NBA (in panchina) e l'NBDL. Arriva il derby contro i New Jersey Nets, la squadra va sotto nel punteggio e coach Mike D'Antoni decide di metterlo in campo.
Lui ripaga la fiducia del tecnico ed è l'uomo decisivo per la vittoria con 25 punti e 7 assist, stupendo il Madison Square Garden. "Una giornata fortunata", "Un colpo di fortuna" sono i commenti più frequenti, ma la sua vita NBA è già cambiata. Anche a causa degli infortuni, la partita successiva parte addirittura in quintetto e cresce ancora il suo rendimento: 28 punti contro Utah e secondo successo di fila per i Knicks.
Da allora non si ferma più e non lo fa più nemmeno New York, con i 38 punti contro i Lakers, che lo rendo ufficialmente l'idolo della Grande Mela. Finita? Nemmeno per sogno. L'ultimo capitolo (per ora) è della scorsa notte: 87-87 a 20" dalla finale a Toronto, Lin manda via tutti ed a 5 decimi dalla sirena spara la tripla della vittoria (la sesta consecutiva). E' sempre più Linsanity negli Stati Uniti. Appuntamento alla prossima puntata.
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